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#SulleSpalleDelleDonne

FIRMA LA PETIZIONE PER CHIEDERE CHE IL PESO DEL LAVORO DI CURA NON RICADA SEMPRE SULLE SPALLE DELLE DONNE.

In Italia la cura della casa e della famiglia è ancora considerata ‘una cosa da donne’.

La scarsità di asili nido, il modo in cui sono concepiti i congedi parentali e, in generale, le politiche in vigore relative alla cura della prima infanzia, fanno sì che le donne dedichino mediamente il 19,2% della loro giornata al lavoro familiare mentre gli uomini solo il 6,7%.

Per questo in vista del dibattito parlamentare per l’approvazione della Legge di Bilancio, attraverso la campagna #sullespalledelledonne, ActionAid chiede a Governo e Parlamento di raggiungere l’obiettivo europeo di copertura degli asili nido per il 33% dei bambini tra 0 e 2 anni; riformare il congedo parentale; rivedere gli investimenti per la cura all’infanzia e promuovere l’uguaglianza di genere nella nuova misura di contrasto alla povertà.

Perché la famiglia non può stare sempre #sullespalledelledonne.

FIRMA LA PETIZIONE

 

Queste sono le nostre richieste:

DA [il tuo nome]
OGGETTO: #sullespalledelledonne, sfida alle politiche e ai ruoli di genere nella cura all’infanzia

Stimato Presidente del Consiglio*,

la mancanza di opportunità lavorative nel nostro Paese è un problema che ricade principalmente sulle donne. I dati ISTAT relativi al secondo trimestre del 2016 mostrano infatti un ampio divario di genere nel tasso di occupazione: 67% per il uomini contro il 48.5% delle donne.

Secondo ActionAid le disuguaglianze di genere nell’accesso al lavoro retribuito e a cariche politiche hanno origine in cause sociali e culturali che definiscono la cura della casa e della famiglia come un compito prettamente femminile. Basti pensare che le donne dedicano il 19,2% della loro giornata al lavoro familiare mentre gli uomini solo il 6,7% (dati contenuti nel rapporto “Sulle spalle delle donne“).

Le politiche attualmente in vigore per la cura alla prima infanzia risultano inefficaci nel promuovere l’uguaglianza di genere in campo economico: la scarsità di asili nido e il residuale coinvolgimento degli uomini nella cura della casa e della famiglia fanno sì che tali attività ricadano soprattutto sulle donne. Allo stesso tempo, le varie tipologie di trasferimenti monetari a supporto delle famiglie con carichi di cura, pur concepiti per rispondere soprattutto ai bisogni di nuclei in povertà, di fatto escludono parte di famiglie in difficoltà economiche.

Mi unisco pertanto alla campagna di ActionAid #sullespalledelledonne, che chiede al Governo e al Parlamento di rivedere le politiche attuali per la cura alla prima infanzia e per la lotta alla povertà. In particolare, sostengo la richiesta:

  • al Governo e al Parlamento di assicurare che la prossima Legge di stabilità preveda risorse adeguate per raggiungere in tempi brevi l’obiettivo europeo di presa in carico del 33%;
  • al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di riformare il congedo parentale, prevedendo una copertura del 50% della retribuzione se a usufruirne è il padre e stabilendo una quota a loro riservata;
  • al Governo e al Parlamento di tenere conto della dimensione di genere nel disegno di misure e interventi di lotta alla povertà e dei bisogni di cura delle famiglie, in particolare nell’attuale discussione in Parlamento sulla legge delega per l’introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà nel 2017.

Cordiali saluti,
[il tuo nome]

*Al momento della firma, la petizione sarà inviata in automatico a Presidenza del Consiglio; Dipartimento Pari Opportunità; Ministero del Lavoro; Presidenze, vicepresidenze e capigruppo di Camera e Senato.

COSA CHIEDIAMO:

  •  Al Governo e al Parlamento di assicurare che la prossima Legge di stabilità preveda risorse adeguate per raggiungere in tempi brevi l’obiettivo europeo di presa in carico del 33%;
  • Al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di riformare il congedo parentale, prevedendo una copertura del 50% della retribuzione se a usufruirne è il padre e stabilendo una quota a loro riservata;
  • Al Governo e al Parlamento di tenere conto della dimensione di genere nel disegno di misure e interventi di lotta alla povertà e dei bisogni di cura delle famiglie, in particolare nell’attuale discussione in Parlamento sulla legge delega per l’introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà nel 2017.

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