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#LANDfor Bagamoyo. La terra è vita.

A Bagamoyo, in Tanzania, 1.300 persone rischiavano di perdere la loro terra, la loro casa, tutto.

Sarebbe stata questa la prima conseguenza del progetto dell’azienda svedese EcoEnergy, che prevedeva lo sfruttamento di oltre 20mila ettari di terra dati in concessione dal Governo della Tanzania per la coltivazione della canna da zucchero.

Per gli abitanti di Bagamoyo, mai adeguatamente consultati ed informati sui rischi del progetto dall’azienda e dallo stesso governo tanzanese, e mai messi in condizione di poter rifiutare, terra è sinonimo di vita.

Se non avessimo la terra, non avremmo niente da coltivare e niente da mangiare. Non potremmo mandare i figli a scuola.” “Come posso spiegare cosa provo per questa terra? È come un figlio, un genitore, la mia vita stessa, ci diceva una di loro, Huba S. Uzageni.

Per questo abbiamo lanciato la campagna #LANDfor Bagamoyo, per chiedere al governo della Tanzania di bloccare il progetto della EcoEnergy e dare agli abitanti di Bagamoyo la possibilità di decidere sulla propria vita.

La battaglia è stata durissima. Le minacce sono state serie, e i rischi che abbiamo corso sono stati enormi, ma non ci siamo mai arresi. Dopo quasi 2 anni di campagna, in Tanzania e a livello internazionale, e migliaia e migliaia di firme (quasi 36.000 solo dall’Italia) finalmente è arrivata la notizia che aspettavamo.

Il nuovo governo tanzanese (in carica dell’ottobre del 2015) ha deciso di bloccare il progetto di EcoEnergy,

Una vittoria straordinaria ottenuta grazie alla mobilitazione locale e alla solidarietà internazionale, che abbiamo potuto ottenere solo grazie all’aiuto fondamentale dei nostri sostenitori.

La strada da percorrere per porre fine ai casi di accaparramenti illegittimi di terra di governi e aziende a scapito dei più deboli è ancora lunga. Ma noi non ci fermeremo finché non saremo arrivati alla fine.

Scarica l’executive summary (PDF)

IL CASO BAGAMOYO IN SINTESI:

  • In Tanzania, circa 1.300 persone sarebbero state costrette a lasciare la propria terra per fare spazio ad una piantagione di canna da zucchero di un’azienda svedese, la EcoEnergy, alla quale il Governo della Tanzania aveva dato in concessione ben 20.000 ettari, fondamentali per la sussistenza delle comunità locali.
  • La EcoEnergy, non avendo ottenuto un consenso informato da parte delle comunità, si sarebbe appropriata in modo illegittimo della loro terra, configurando un caso di land grabbing.
  • Uno dei modi in cui, secondo la EcoEnergy, il progetto avrebbe portato beneficio alle comunità era con una “esternalizzazione delle colture”, tramite l’istituzione di un programma di agricoltura regolato da contratto, in cui gli agricoltori si sarebbero occupati della coltivazione della canna da zucchero per poi fornirla all’azienda ad un prezzo prestabilito.
  • I coltivatori che avrebbero voluto conservare il proprio lavoro sarebbero stati costretti a cambiare sistema produttivo, e questo sarebbe costato loro circa 16.000 $ a persona, circa 30 volte il salario minimo annuale. Una cifra che forse nessuno si sarebbe potuto permettere.

 

LA NUOVA ALLEANZA PER LA SICUREZZA ALIMENTARE E LA NUTRIZIONE:

  • Le coltivazioni della EcoEnergy rientrano all’interno dei progetti nel quadro della Nuova Alleanza per la Sicurezza Alimentare e la nutrizione, l’iniziativa pensata dal G8 con l’obiettivo di migliorare il sistema agricolo e, con esso, la sicurezza alimentare in Africa. In Tanzania, la Nuova Alleanza è finanziata dall’Unione Europea e dai governi di U.S.A., Regno Unito, Francia, Germania, Giappone e Russia.
  • Il caso Bagamoyo evidenzia i problemi insiti nell’iniziativa della Nuova Alleanza, che promuove gli interessi del settore privato e la creazione di coltivazioni su larga scala a fini commerciali, come quella della EcoEnergy, ignorando il ruolo fondamentale che piccoli agricoltori svolgono nella produzione di cibo e di reddito in Africa.
  • Presentata come una delle possibili soluzioni a fame e povertà, la New Alliance sta in realtà facendo pressione sui governi africani nel mettere in atto iniziative che stanno privando molte persone della terra da cui dipendono per vivere e sfamare le proprie famiglie – minando alla base proprio il risultato che si propone di raggiungere.
  • I Governi finanziatori devono pretendere e assicurare maggiore trasparenza sui progetti come quello della EcoEnergy, interrompere ogni partecipazione e supporto alla Nuova Alleanza, sostituendola con iniziative reali di sostegno ai produttori di cibo su piccola scala e promuovere l’agricoltura sostenibile.
  • Il lavoro in termini di lobby e advocacy per cambiare concretamente le cose in questo settore è una delle priorità di ActionAid.