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LAND GRABBING:
IMMAGINA DI VIVERLO SULLA TUA TERRA
#LANDfor Senegal

Cosa penseresti se domani il parco dove passi le tue domeniche di sole fosse preso da una grande azienda e trasformato in un’enorme piantagione privata? E cosa penseresti se quel terreno non ti servisse solo per un po’ di relax, ma per la tua stessa sopravvivenza?

Questo è quello che stava per succedere a oltre 9.000 persone in Senegal, nella regione di Ndiaël. Ben 37 villaggi messi in ginocchio da un progetto che vede protagonista un’azienda, purtroppo, italiana: la Tampieri Financial Group.

Mediante una concessione governativa, 20.000 ettari di terra sarebbero stati sottratti agli abitanti locali che vivono di pastorizia, allevamento, agricoltura, privandoli di ogni possibilità di sussistenza. La maggior parte delle comunità locali chiedeva l’interruzione del progetto, ma la loro voce, da sola, non bastava.

È per questo che, nel maggio del 2014, ActionAid ha deciso di lanciare la campagna internazionale #LANDfor Senegal, con l’obiettivo di fermare il progetto della Tampieri attraverso la sua controllata Senhuile SA.

La straordinaria risposta in termini di firme (150.000 in totale, di cui quasi 32 mila solo in Italia) è riuscita ad accendere i riflettori internazionali sul caso e a mettere pressione sull’azienda e sul Presidente del Senegal.

Così la petizione, unita alle numerose mobilitazioni sul territorio nella regione di Ndiaël, si è trasformata in una vera e propria valanga in grado di bloccare i piani del governo senegalese.

Il Presidente infatti ha deciso di limitare la concessione di 10 mila ettari promettendo che l’uso prioritario di quella terrà sarà dato alle comunità locali prima che agli investitori internazionali.

Il governatore della regione di Saint Louis, consapevole del clamore che il caso ha provocato in tutto il mondo, ha inoltre promesso che l’assegnazione dei restanti 10 mila ettari non avverrà senza aver prima consultato le comunità impattate dal progetto.

È una prima vittoria per le comunità di Ndiaël, ottenuta grazie alla mobilitazione locale e alla solidarietà internazionale, di cui non possiamo non essere fieri.

Resta comunque la consapevolezza che nel mondo ci sono ancora troppe Ndiaël, e troppe persone che chiedono di non essere lasciate sole nella lotta contro l’accaparramento di terre da parte di governi e aziende.

Noi di ActionAid, con il tuo aiuto, saremo sempre al loro fianco.

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SCARICA IL RAPPORTO COMPLETO (PDF)

Qualche dato sulla situazione in Senegal:

  • 20.000 sono gli ettari di terra destinati al progetto dell’azienda Senhuile-Senéthanol controllata dall’italiana Tampieri Financial Group
  • 9.000 persone che subiranno le conseguenze negative di questo progetto
  • 37 i villaggi che si oppongono all’investimento organizzati nel Collettivo per la difesa della riserva di Ndiaël
  • Il 50% del cibo consumato in Senegal viene importato
  • Il 29,7% della popolazione senegalese è affamata

 

LA CRONISTORIA:

  • 2010: l’azienda Senéthanol avvia una coltivazione su una superficie di 20.000 ettari ottenuta in concessione dal Consiglio Rurale di Fanaye.
  • 2011: La Tampieri Financial Group entra nell’investimento come socio di maggioranza della Senhuile SA che vede la partecipazione anche della Senéthanol.
  • Ottobre 2011: in una manifestazione delle popolazioni che si oppongono all’investimento, 2 persone rimangono uccise. A seguito di questi tragici eventi, i rappresentati del Collettivo di difesa per la terra di Fanaye incontrano l’allora Presidente Abdoulaye Wade, ottenendo l’annullamento del progetto.
  • Marzo 2012: Wade ritorna sui suoi passi, dando in concessione per 50 anni 20.000 ettari di terra per la realizzazione di un progetto agro-industriale.
  • Aprile 2012: il nuovo Presidente senegalese Macky Sall annulla il decreto che dava in concessione i terreni.
  • 6 Agosto 2012: il Presidente ci ripensa, e concede nuovamente i 20.000 ettari alla Senuihuile- Senéthanol.
  • 9 Agosto 2012: ignari della nuova autorizzazione, i rappresentanti delle comunità locali incontrano i vertici dell’azienda per negoziare un compromesso. La Senhuile-Senéthanol si impegna a limitare l’investimento a 10.000 ettari.
  • Settembre 2012: la Senhuile-Senéthanol avvia il progetto al di fuori dei 10.000 ettari accordati. Da allora il Collettivo per la difesa della riserva dello Ndiaël chiede che il progetto sia fermato e si rinegozino le condizioni di concessione dei terreni, per tutelare gli interessi e i diritti delle comunità locali.
  • 22 maggio 2014: ActionAid Senegal lancia la campagna Land For alla presenza di comunità e associazioni locali, attivisti, rappresentanti della FAO, l’ambasciata italiana in Senegal
  • 23 giugno 2014: ActionAid incontra la Tampieri e consegna le 60 mila firme raccolte a livello internazionale dall’appello (fino a quel momento) a Giovanni Tampieri, Amministratore Delegato del gruppo. L’azienda promette un dialogo con le comunità coinvolte, ma si rifiuta di fermare il progetto.
  • 15-19 ottobre 2014: dieci rappresentanti del collettivo di Ndiaël partecipano all’Africa Social Forum portando il rapporto “No land no future”
  • Gennaio 2015: il Collettivo organizza l’assemblea generale per eleggere la propria struttura e le cariche interne
  • Marzo 2015: il Collettivo partecipa al Social Forum Mondiale a Tunisi
  • Gennaio 2016: il collettivo di Ndiaël viene convocato dal Governatore di Saint Louis (una delle Regioni a nord del Senegal) che conferma la revoca della concessione su 10 mila ettari alla Senhuile e assicura che finché resterà lui governatore non verranno più avviati progetti di concessione di terra ad aziende senza che vengano prima consultate le popolazioni locali e garantite le giuste compensazioni (case, servizi, attività socio-economiche).

 

Appello urgente promosso da:

lfs-1actionaidlfs-2collectiflfs-3peupleslfs-4cncrlfs-5promatlfs-6granlfs-7oaklandlfs-8recommon