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SOTTO LA SOGLIA, NON È PIÙ VITA.

In 6 anni gli Italiani che vivono sotto la soglia di povertà assoluta sono più che raddoppiati*.
Continua la nostra battaglia per chiedere al Governo misure efficaci di contrasto alla povertà.


Finire sotto la soglia di povertà assoluta è sempre più facile. Basta un lavoro perso, un figlio in arrivo, una spesa imprevista o una pensione che d’improvviso non basta più. La crisi non sta facendo altro che peggiorare le cose: in Italia il numero dei poveri continua a crescere, fino a raggiungere i 6 milioni di persone nel 2013. Per fermare la povertà, le politiche già in atto non sono sufficienti.

Per questo, a fine 2014, abbiamo lanciato la petizione #fermalapovertà, per chiedere al Ministro dell’Economia Padoan di inserire nel nostro ordinamento, tramite la Legge di Stabilità, uno strumento nazionale di contrasto alla povertà: il Reddito di inclusione Sociale (REIS).

In pochissimo tempo abbiamo raccolto più di 10.000 firme, recapitate direttamente al Ministro.

Come si può leggere nella nostra analisi, da quel momento Governo e Parlamento hanno promosso iniziative specifiche in tema di inclusione sociale, come ad esempio il bonus bebè o il rifinanziamento della social card, pur non introducendo, nello specifico, il REIS.

Noi non ci siamo fermati: abbiamo continuato a monitorare l’attività parlamentare legata all’inclusione sociale e soprattutto, insieme all’Alleanza contro la povertà, a portare avanti questa battaglia, anche con la raccolta firme per una legge di iniziativa popolare presentata in Parlamento.

Il 9 marzo 2017 è la data che segna la svolta: finalmente, con l’approvazione del ddl delega sulla povertà in Senato con 138 voti a favore, anche l’Italia si dota di uno strumento nazionale di contrasto alla povertà: il REI. È un passo importante, davvero una buona notizia, perché ha visto per la prima volta il Parlamento impegnato a definire una reale misura di contrasto alla povertà assoluta.

Ma la battaglia la fianco dei poveri non è ancora finita. Per permettere al REI di essere davvero efficace, riteniamo necessaria l’integrazione di alcuni elementi all’interno dei decreti attuativi che daranno “sostanza” alla legge. Prima cosa, che il Fondo Povertà sia articolato su due componenti: contributi economici e servizi alla persona. Secondo punto, che sia assicurato un incisivo sistema di monitoraggio e valutazione dei servizi, per verificarne l’efficacia, la crescita incrementale e la qualità.

ActionAid Italia continuerà a fare la propria parte!

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* Dati Istat relativi al periodo 2007-2013
** I Paesi che componevano l’Unione Europea prima dell’allargamento del 2010

LA CRONISTORIA

  • LA SITUAZIONE: Ad oggi, su 28 stati membri dell’Unione Europea solo Italia e Grecia non hanno qualche forma di reddito minimo garantito. Le soluzioni adottate sono diverse così come la consistenza delle risorse impiegate, il rapporto fra reddito garantito e reddito medio è mediamente del 35% compreso fra la Bulgaria (10%) e la Danimarca (60%). Interessante notare come all’aumentare di questo valore corrispondano le percentuali più basse di popolazione a rischio povertà di tutto il Vecchio Continente (Danimarca, Lussemburgo e Paesi Bassi).
  • Aprile – Ottobre 2013: PD, M5S e SEL presentano quelle che attualmente rappresentano le tre principali proposte di legge sull’argomento, che si dividono tra l’implementazione di un reddito minimo garantito (per disoccupati, inoccupati, precari o in cerca di occupazione) o di un reddito di cittadinanza, aperto a tutti i maggiorenni. Nessuna di queste ha visto il suo iter progredire.
  • Novembre 2014: ActionAid lancia la campagna #fermalapovertà per chiedere al Ministro dell’Economia Padoan l’inserimento nella Legge di Stabilità di uno strumento nazionale di contrasto alla povertà: il Reddito di inclusione Sociale (REIS). La petizione supera in breve tempo quota 10.000 firme.
  • Novembre – Dicembre 2014: dopo 3 passaggi parlamentari, viene approvata la Legge di Stabilità, pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 300 del 29 dicembre 2014. In nessuno dei testi presentati e approvati nelle due aule c’è stato il riferimento al REIS o a uno strumento similare (reddito di cittadinanza, reddito minimo garantito ecc.). Sono stati però allocati 250 milioni di euro, in dotazione per 2015, per il fondo social card. Viene confermato che la social card può essere richiesta anche dagli extracomunitari residenti in Italia con permesso di soggiorno di lungo periodo.
  • 2015-2017: l’impegno di ActionAid non si ferma; prosegue il monitoraggio dell’attività parlamentare legata all’inclusione sociale e dell’implementazione della social card e continua, soprattutto, il lavoro congiunto con l’Alleanza contro la povertà per portare avanti le richieste condivise. Viene presentata in Parlamento una legge di iniziativa popolare sul tema.
  • 9 marzo 2017: Il Senato approva, con 138 voti a favore, il ddl delega sulla povertà in Senato.Finalmente anche l’Italia si dota di uno strumento nazionale di contrasto alla povertà: il REI. Un passo importantissimo nella giusta direzione che, come spiega il Segretario Generale Marco De Ponte, non segna però la fine dell’impegno di ActionAid. Continueremo a lavorare affinché queste misure si dimostrino realmente efficaci.