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F-35? TUTTI SOLDI BUTTATI IN ARIA!

Lo Stato italiano stava investendo 1,32 miliardi di euro l’anno per i prossimi 30 anni per acquistare 90 aerei da guerra F-35 e sostituire così l’intera flotta di cacciabombardieri di cui già dispone. Per ActionAid si trattava di uno spreco faraonico, se si pensa che questi soldi potrebbero sostenere la ricerca e lo sviluppo nel nostro Paese, pagare il debito pubblico o incrementare i fondi di assistenza per aiutare gli italiani più in difficoltà. Per questo chiedevamo il ritiro dell’Italia dal programma di sviluppo per gli F-35.

La pressione è arrivata da più fronti, inclusi gli oltre 11.000 firmatari della nostra petizione.

Il 24 settembre del 2014 il Parlamento si è finalmente espresso in maniera definitiva sull’acquisto dei 90 cacciabombardieri americani F-35 vincolando il Governo Renzi a tagliare del 50% il finanziamento complessivo del programma con conseguente riduzione del numero di velivoli acquistabili. Un risparmio di miliardi di euro, da destinare a cause socialmente più utili.

E l’abbiamo ottenuto anche grazie al tuo aiuto!

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LA CRONISTORIA

  • Lo stanziamento complessivo originario del programma F35 ammontava a circa 13 miliardi di euro, di cui oltre 3 già spesi per lo sviluppo iniziale del programma e la costruzione del primo stabilimento: un investimento enorme, e in gran parte evitabile (più dettagli, nel pdf a fondo pagina).
  • Nel novembre del 2013 ActionAid lancia la petizione per chiedere ritiro dell’Italia dal programma di sviluppo per gli F-35, che raccoglie oltre 11.000 firme.
  • Il 24 settembre del 2014 il Parlamento si è finalmente espresso in maniera definitiva sull’acquisto dei 90 cacciabombardieri americani F-35 vincolando il Governo Renzi a tagliare del 50 per cento il finanziamento complessivo del programma con conseguente riduzione del numero di velivoli acquistabili. La mozione, presentata dal PD (primo firmatario Gian Piero Scanu), “impegna il Governo a riesaminare l’intero programma F35 per chiarirne criticità e costi con l’obiettivo finale di dimezzare il budget finanziario originariamente previsto, così come indicato nel documento approvato dalla Commissione parlamentare Difesa della camera dei deputati a conclusione dell’indagine conoscitiva sui sistemi d’arma”.
  • Con il dimezzamento del budget da 13 a 6,5 miliardi, sono rimasti quindi da spendere “solo” altri 3 miliardi circa con i quali la Difesa potrà acquistare circa una ventina di cacciabombardieri americani oltre ai sei già acquistati.
  • Nell’immediato futuro resta importante monitorare se il Ministero della Difesa si atterrà alla direttiva parlamentare o se invece ignorerà la mozione ripetendo quanto già accaduto con la mozione del giugno 2013 che imponeva la sospensione di ulteriori impegni contrattuali per gli F35.

Scarica il pdf con i dettagli della campagna