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LE DONNE DEVONO CONTARE.
NON SOLO L’8 MARZO.

Ogni anno, l’8 marzo celebriamo la festa della donna e, puntualmente, ce ne dimentichiamo il giorno dopo.

È una cosa che non possiamo permetterci, in un Paese in cui una donna su tre ha subito violenza almeno una volta nella vita. Un Paese che, ancora oggi, non ha nessuno che si occupi a tempo pieno di pari opportunità e diritti delle donne.

È per questo che lo scorso 8 marzo abbiamo lanciato una petizione per chiedere all’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi la nomina di un/a Ministro/a per le pari opportunità. Solo una figura di governo dedicata può garantire una migliore efficacia delle azioni e una continuità degli interventi per la promozione e la tutela dei diritti delle donne.

La petizione ha raccolto in breve tempo oltre 23.600 firme, ma non ci siamo fermati qui.

Il 5 aprile, quando il Presidente del Consiglio prometteva di rispondere alle domande degli Italiani nella sua rubrica Facebook “Matteo risponde”, con il vostro aiuto lo abbiamo letteralmente sommerso di commenti. Di fronte a tutte queste sollecitazioni, Renzi ci ha risposto, dichiarandosi “pronto ad assegnare la delega. Se questo può essere considerato un segnale.

A questa dichiarazione, l’11 maggio, il Consiglio dei Ministri n.116 ha fatto seguito con l’assegnazione della delega alle Pari Opportunità all’allora Ministra Maria Elena Boschi. Un primo passo nella giusta direzione, anche se non risponde alla necessità di avere una figura ministeriale interamente dedicata al tema.

A luglio, con una delegazione di attivisti di ActionAid, siamo andati ad incontrarla per ribadirle la nostra richiesta di assicurare massima trasparenza nella gestione dei fondi antiviolenza.

Con le dimissioni di Renzi, nel dicembre 2016, lo scenario politico è cambiato ancora una volta.

Ora attendiamo di capire se anche nel governo Gentiloni verranno riassegnate le deleghe alle pari opportunità o meno e da lì ripartiamo. Quel che è certo è che noi non molliamo, continuiamo a chiedere una figura ministeriale dedicata, trasparenza e una metodologia per valutare l’impatto degli interventi per cui restate allerta: la partita non è ancora finita.

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